Falso WhatsApp e voce clonata con l’IA: truffa da decine di milioni a una società italiana

Quando: febbraio 2026 · Dove: Italia

Un messaggio WhatsApp, una telefonata e qualche email: tanto è bastato per far partire dai conti di una società finanziaria italiana bonifici per decine di milioni di euro. È la cosiddetta «truffa del CEO», resa ancora più insidiosa dall’intelligenza artificiale.

COSA È SUCCESSO

Nel febbraio 2026 i vertici della società hanno ricevuto su WhatsApp un messaggio che sembrava inviato da un alto dirigente del gruppo di cui fa parte. Il messaggio sollecitava pagamenti urgenti verso l’estero per concludere un presunto affare.

Per rendere tutto più credibile, i truffatori hanno simulato anche la telefonata di un avvocato d’affari conosciuto, del tutto estraneo alla vicenda, riproducendone la voce con l’intelligenza artificiale. Email ben costruite con le coordinate dei conti hanno fatto il resto: nel giro di poche ore il denaro è partito verso conti in Asia e in Europa.

COME È ANDATA A FINIRE (PER ORA)

I controlli interni hanno dato l’allarme in tempi brevi e, grazie alla cooperazione tra banche e autorità di diversi Paesi, una parte consistente dei fondi è stata bloccata. Una quota rilevante, però, risulta ancora mancante: secondo le ricostruzioni di stampa è stata convertita in criptovalute, che rendono il recupero molto più difficile.

COSA INSEGNA ALLE IMPRESE

Se è successo ai vertici di una società finanziaria, può succedere a chiunque. La truffa del CEO colpisce spesso le piccole e medie imprese, dove chi esegue i pagamenti conosce bene il titolare e non mette in dubbio un suo messaggio. Oggi bastano pochi secondi di audio, presi da un video sui social o da un messaggio vocale, per clonare una voce in modo convincente.

Il punto debole non è la tecnologia ma la procedura: un ordine urgente, riservato e fuori dai canali abituali è proprio il segnale che dovrebbe far scattare un controllo.

COSA PUOI FARE

  • Stabilisci una regola semplice: nessun bonifico urgente o fuori procedura senza una verifica a voce, richiamando un numero già noto.
  • Prevedi la doppia firma per i pagamenti sopra una certa soglia.
  • Concorda con i collaboratori una parola d’ordine per confermare le richieste insolite.
  • Diffida di urgenza, riservatezza e cambi di IBAN: sono gli ingredienti tipici di questa truffa.
  • Forma il personale amministrativo: è il primo bersaglio di questi raggiri.
  • Se hai disposto un bonifico sospetto, chiama subito la banca e sporgi denuncia: le prime ore sono decisive per bloccare i fondi.
  • Verifica con il tuo broker come sono trattate queste frodi nelle tue polizze: le perdite da bonifici disposti dall’azienda stessa perché ingannata sono spesso escluse dalle polizze cyber standard o coperte solo con estensioni specifiche.

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Fonti: stampa nazionale, tra cui Corriere della Sera e Il Post, settembre 2026. Ricostruzione basata su fonti di stampa pubbliche; articolo aggiornato al 3 novembre 2026. Per tutelare la riservatezza delle persone coinvolte, nell’articolo non sono indicati nomi né dettagli identificativi.

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