Rapporto Clusit di ottobre 2026: il cybercrime punta al profitto e colpisce le imprese

Il 28 ottobre 2026, al Security Summit di Verona, il Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) ha presentato l’aggiornamento semestrale del suo rapporto sugli attacchi informatici. Il quadro che emerge è chiaro: meno attacchi dimostrativi, più criminalità che cerca soldi.

I NUMERI PRINCIPALI

  • 4.911 incidenti gravi nel mondo nel primo semestre 2026: il numero più alto mai registrato in sei mesi, contro i 2.873 dello stesso periodo del 2025.
  • 245 incidenti gravi in Italia, in aumento di quasi l’8% rispetto al semestre precedente.
  • Circa l’82% degli attacchi in Italia ha uno scopo economico, mentre l’attivismo politico scende al 17%.
  • Il manifatturiero diventa il settore più colpito, con il 18,4% dei casi, seguito da pubblica amministrazione, informatica e commercio.

COME ATTACCANO

Cambiano anche le armi utilizzate. Il malware – cioè programmi malevoli come i ransomware che bloccano i dati e chiedono un riscatto – sale al 43% degli attacchi, quasi il doppio del 2025. Il phishing e le altre tecniche di inganno via email, SMS e telefono valgono il 17%. Più della metà degli incidenti italiani ha avuto un impatto alto o critico sulle vittime.

COSA SIGNIFICA PER UNA PICCOLA IMPRESA

Quando l’obiettivo è il profitto, i criminali scelgono le vittime più facili e più propense a pagare. Un’azienda manifatturiera ferma, un negozio senza gestionale o uno studio senza archivio clienti sono esattamente il tipo di bersaglio che cercano.

Il rapporto sottolinea anche il rischio che arriva dai fornitori: un attacco a un fornitore informatico o a un partner può trasmettersi a tutti i suoi clienti. Non basta proteggere i propri computer, bisogna considerare l’intera filiera.

LE PRIME DIFESE

  • Password robuste e verifica in due passaggi su email, gestionali e home banking.
  • Antivirus aggiornato su tutti i dispositivi di lavoro.
  • Backup almeno settimanali, conservati fuori dalla rete.
  • Filtro antispam sulla posta e formazione del personale.

Sono le stesse misure minime richieste per sottoscrivere una polizza cyber: una buona occasione per verificare se la tua attività è davvero protetta.

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Fonti: Cybersecurity360, Rapporto Clusit 2026 – aggiornamento di ottobre.

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