Attacchi hacker contro l’Italia: cosa è successo a ottobre e cosa insegna alle imprese

Ottobre 2026 è stato un mese caldo per la sicurezza informatica italiana. Una campagna di attacchi rivendicata soprattutto dal gruppo filorusso NoName057(16) ha colpito in sequenza ministeri, enti locali, infrastrutture logistiche e anche aziende private.

LA CRONOLOGIA

  • 8 ottobre – il sito del Ministero degli Esteri finisce sotto attacco. La Farnesina comunica che l’offensiva è stata contenuta dai sistemi di protezione senza disservizi; sul caso lavorano la Polizia Postale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
  • Metà ottobre – la pressione si sposta sulla logistica: tra gli obiettivi rivendicati compaiono il Terminal Container di Ravenna e l’Interporto di Padova. Altri gruppi rivendicano azioni contro aeroporti e siti istituzionali.
  • 27 ottobre – nuove rivendicazioni contro le Province di Ragusa, Trapani e Siracusa, il portale dei contratti pubblici e anche i siti di alcune aziende private, tra cui un’impresa altoatesina di impianti di innevamento.

CHE TIPO DI ATTACCHI SONO

Si tratta in gran parte di attacchi che sovraccaricano i siti web con un’enorme quantità di richieste, rendendoli temporaneamente irraggiungibili (i cosiddetti DDoS). Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale gli effetti accertati sono stati generalmente modesti: la propaganda degli hacker è spesso più rumorosa dei danni reali.

PERCHÉ RIGUARDA ANCHE LE PICCOLE IMPRESE

Il punto da non sottovalutare è che, accanto a ministeri e porti, nelle liste degli hacker compaiono aziende private qualsiasi, scelte spesso solo perché raggiungibili. Per una piccola impresa un sito o un e-commerce fermi per uno o due giorni significano ordini persi, clienti che non riescono a contattarti e costi tecnici per tornare operativi.

E questi attacchi dimostrativi sono solo una parte del problema: la minaccia più dannosa per le PMI resta quella dei criminali che cercano denaro, con ransomware, furti di dati e truffe via email.

COSA PUOI FARE

  • Chiedi al tuo fornitore di hosting se il sito è protetto contro gli attacchi DDoS.
  • Tieni un canale alternativo per clienti e fornitori (telefono, email, WhatsApp Business) se il sito non risponde.
  • Verifica di avere backup aggiornati e separati dalla rete.
  • Valuta una copertura assicurativa che sostenga i costi di ripristino e di interruzione dell’attività.

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Fonti: Quotidiano Nazionale, 27 ottobre 2026; L’Espresso, 9 ottobre 2026.

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